Quando la scienza incontra la memoria

Una svolta attesa da anni

Per decenni l’Alzheimer poteva essere confermato solo dopo la morte, osservando direttamente le placche nel cervello. Negli ultimi vent’anni la diagnosi è diventata più precoce grazie a PET e punture lombari, ma sempre con procedure invasive e costose.

Oggi arriva una novità: la FDA ha approvato un test del sangue, chiamato Lumipulse, in grado di rilevare con grande accuratezza i segni biologici della malattia. Un semplice prelievo potrebbe presto sostituire esami complessi, aprendo una nuova era nella diagnosi.

Come funziona

Il test misura due proteine presenti nel plasma: pTau217 e ß-Amiloide 1-42. Quando i loro valori sono alterati, significa che nel cervello stanno formando le placche tipiche dell’Alzheimer.

Secondo i dati della FDA:

  • 91,7% dei positivi al test avevano conferma delle placche con PET o liquido cerebrospinale.

  • 97,3% dei negativi erano realmente senza segni di malattia.

In altre parole, il test sbaglia poco e può ridurre la necessità di esami più invasivi.

Limiti attuali

Nonostante l’entusiasmo, c’è un punto cruciale: il test non è pensato per persone sane senza disturbi cognitivi.
Per ora è approvato solo negli over 55 che mostrano già segni di compromissione documentata da test cognitivi.

Perché? Perché in popolazioni dove la malattia è rara, il rischio di falsi positivi aumenta moltissimo. In persone senza sintomi, un risultato positivo potrebbe essere più spesso un allarme ingiustificato che una diagnosi vera.

Perché è importante

  • Più accessibilità. Le persone con sintomi sospetti potranno ricevere una diagnosi più rapida e meno traumatica.

  • Nuove cure. Il test consentirà di identificare pazienti che possono beneficiare dei nuovi farmaci anti-amiloide (come lecanemab o donanemab).

  • Ricerca. Sarà più semplice arruolare partecipanti nei trial clinici e monitorare la progressione della malattia.

Guardando avanti

Il test Lumipulse non è ancora lo strumento di screening universale che molti sognano. Ma segna un punto di svolta: per la prima volta, un prelievo di sangue apre la strada a diagnosi più tempestive e a cure più personalizzate.

È un passo importante verso il futuro, in cui sapere prima significherà curare meglio.

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Link alla pubblicazione scientifica:

https://www.psychologytoday.com/us/blog/data-for-health/202509/a-blood-test-for-alzheimers-disease

Autori

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  • Roberto Prattichizzo è psicologo del lavoro e psicoterapeuta con oltre vent’anni di esperienza clinica e organizzativa. Esperto in dipendenze, ha integrato nei suoi protocolli terapeutici la stimolazione magnetica transcranica (rTMS). È autore del libro 'Amore e Cocaina' e fondatore della piattaforma di psicoterapia online PsyToMeet, dove promuove modelli innovativi di intervento psicologico e formazione professionale.