Il pericolo della terapia “accogliente”

“La terapia troppo confortevole spesso non funziona.”

È una frase che può generare frizione.
Perché siamo abituati ad associare la psicoterapia a uno spazio sicuro, empatico, protettivo.

E lo è.
Ma sicurezza non significa assenza di attivazione emotiva.

Accoglienza non significa assenza di tensione

La ricerca sull’alleanza terapeutica mostra che la relazione è uno dei principali fattori di efficacia del trattamento.
Senza fiducia e collaborazione, il lavoro clinico non può progredire.

Tuttavia, la stessa letteratura evidenzia che l’alleanza non coincide con compiacenza o rassicurazione costante.
Un’eccessiva focalizzazione sul comfort può ridurre l’attivazione necessaria al cambiamento.

La funzione della frizione nel cambiamento

I modelli di cambiamento psicoterapeutico indicano che la trasformazione richiede esposizione, ristrutturazione cognitiva e rielaborazione emotiva.

Questo implica inevitabilmente una quota di disagio.

L’apprendimento correttivo e la modifica degli schemi disfunzionali non avvengono in totale assenza di tensione, ma attraverso un’attivazione regolata e contenuta.

La terapia efficace non elimina il disagio.
Lo rende elaborabile.

Autorità clinica e responsabilità

La funzione del terapeuta non è proteggere il paziente da ogni esperienza scomoda, ma accompagnarlo in un processo strutturato di trasformazione.

Come evidenziato nella letteratura sui fattori comuni, l’efficacia emerge dall’equilibrio tra supporto e sfida.

Accogliere non significa evitare il confronto.
Significa sostenere anche quando il lavoro diventa impegnativo.

Una riflessione necessaria

Se una terapia non genera mai frizione, non mette in discussione convinzioni, non espone a nuove prospettive, rischia di offrire conforto più che cambiamento.

Il cambiamento è raramente comodo.

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Link alla pubblicazione scientifica:

  • Beck, J. S. (2011). Cognitive Behavior Therapy: Basics and Beyond (2nd ed.). Guilford Press.

  • Bordin, E. S. (1979). The generalizability of the psychoanalytic concept of the working alliance. Psychotherapy: Theory, Research & Practice, 16(3), 252–260.

  • Hayes, S. C., Strosahl, K. D., & Wilson, K. G. (1999). Acceptance and Commitment Therapy. Guilford Press.

  • Norcross, J. C., & Lambert, M. J. (2018). Psychotherapy relationships that work III. Psychotherapy, 55(4), 303–315.

Autori

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