Gravidanza e stress: il ruolo del sostegno sociale

Quando prendersi cura di sé diventa difficile

Durante la gravidanza, ogni donna sa — o intuisce — che dovrebbe prendersi più cura di sé. Mangiare meglio, riposare di più, evitare lo stress.
Eppure, non è sempre così semplice. Soprattutto quando la fatica mentale prende il sopravvento. Quando ci si sente sole, sopraffatte, inadeguate.
Uno studio recente ci offre una chiave importante per comprendere questo intreccio invisibile tra stress, solitudine e difficoltà a prendersi cura di sé durante la gravidanza. E, soprattutto, ci mostra cosa possiamo fare.

Lo studio: perché alcune donne riescono a fare self-care e altre no?

Il lavoro, pubblicato su Health Science Reports, ha analizzato 157 donne incinte, studiando il rapporto tra:

  • Stress percepito

  • Distress legato alla gravidanza (paure, insicurezze, emozioni contrastanti)

  • Capacità di prendersi cura di sé

  • Supporto sociale ricevuto

I risultati sono stati illuminanti: più una donna si sente stressata o sopraffatta, meno riesce a prendersi cura di sé. Ma c’è di più: è proprio il livello di supporto sociale a fare da cuscinetto protettivo.

Cosa significa “self-care” in gravidanza?

Prendersi cura di sé in gravidanza non è solo una questione estetica o di “buoni propositi”.
Significa:

  • Seguire un’alimentazione adeguata

  • Evitare fumo, alcol e sostanze nocive

  • Dormire bene

  • Fare esercizio fisico moderato

  • Riconoscere e gestire le emozioni difficili

  • Andare regolarmente ai controlli

  • Sapere quando chiedere aiuto

Eppure, secondo i dati, molte donne nel mondo non riescono a mantenere comportamenti di self-care adeguati. Tra le cause principali: basso livello d’istruzione, condizioni economiche difficili, e soprattutto mancanza di supporto affettivo e pratico.

Il ruolo del sostegno: molto più di una semplice compagnia

Lo studio ha evidenziato un dato fondamentale: le donne che si sentono supportate hanno più energia, motivazione e capacità per prendersi cura di sé.
Il sostegno può venire da:

  • Il partner o altri familiari

  • Amici presenti e non giudicanti

  • Figure professionali (ostetriche, psicologhe, consulenti)

  • Gruppi di supporto (anche online)

In particolare, il sostegno percepito riduce l’impatto negativo dello stress: come se creasse uno “scudo emotivo” capace di proteggere la donna da quella sensazione di solitudine che spesso accompagna i mesi dell’attesa.

Stress e distress in gravidanza: un nemico silenzioso

Lo stress cronico in gravidanza può avere effetti importanti:

  • Peggiora la qualità del sonno

  • Riduce l’immunità

  • Aumenta il rischio di parto prematuro, basso peso del neonato, preeclampsia

  • È associato a maggior rischio di depressione post-partum

Secondo lo studio, lo stress percepito e il distress specifico della gravidanza (es. paura del parto, preoccupazioni per il corpo che cambia, tensioni familiari) hanno un impatto diretto sulla capacità di attuare comportamenti di cura.

Cosa possiamo imparare da questi risultati?

La lezione è chiara: nessuna donna dovrebbe affrontare la gravidanza da sola.
Anzi, non basta “non essere sole fisicamente”. Ciò che conta è sentirsi sostenute, comprese, valorizzate.
E questo vale ancora di più se si è già madri, se si lavora, se si gestiscono mille ruoli contemporaneamente.

Il supporto emotivo non è un lusso. È parte integrante della salute materna.

Hai diritto al tuo benessere, anche ora

Se sei incinta, o se ricordi con fatica i mesi della tua gravidanza, fermati un attimo e chiediti:
“Chi mi ha davvero sostenuta? E come posso prendermi cura di me, oggi, in modo nuovo?”
Ritagliarsi tempo, chiedere aiuto, fare spazio al riposo e all’ascolto non è egoismo. È consapevolezza.
E può fare la differenza — per te e per chi verrà dopo di te.

Se senti il bisogno di un confronto o di un sostegno personalizzato, su PsyToMeet puoi farlo in modo semplice, sicuro e riservato. A volte, parlare con la persona giusta è già un atto di cura profonda.

Link alla pubblicazione scientifica:

  • DOI: 10.1002/hsr2.1730

Autori

  • PsyToMeet è una piattaforma online per la psicologia e la psicoterapia in videochiamata, pensata per mettere in contatto persone che cercano supporto psicologico con professionisti qualificati. Offre percorsi personalizzati, flessibili e riservati, accessibili ovunque ci si trovi. Ogni terapeuta è selezionato con criteri rigorosi e può crescere all’interno della piattaforma attraverso un sistema di certificazione professionale. PsyToMeet nasce con l’obiettivo di rendere la psicoterapia più accessibile, autorevole e umana, anche a distanza.

  • Roberto Prattichizzo è psicologo del lavoro e psicoterapeuta con oltre vent’anni di esperienza clinica e organizzativa. Esperto in dipendenze, ha integrato nei suoi protocolli terapeutici la stimolazione magnetica transcranica (rTMS). È autore del libro 'Amore e Cocaina' e fondatore della piattaforma di psicoterapia online PsyToMeet, dove promuove modelli innovativi di intervento psicologico e formazione professionale.