Come i social media influenzano la percezione del nostro corpo

Perché ne parliamo oggi?

Scorri, clicchi, confronti. Una valanga di volti perfetti, corpi scolpiti, vite filtrate.
Sembra innocuo — è solo intrattenimento, no? Eppure, sempre più studi dimostrano che l’uso dei social media può avere un impatto diretto sulla nostra immagine corporea e sul benessere mentale.

Un recente articolo scientifico pubblicato su Psychiatry Investigation ha analizzato proprio questo: come le piattaforme social possano contribuire allo sviluppo di disturbi dell’immagine corporea, soprattutto tra i giovani adulti.
E la diagnosi è chiara: più tempo passiamo a confrontarci, più rischiamo di perdere contatto con noi stessi.

 Disturbi dell’immagine corporea: di cosa parliamo davvero?

Parliamo di un disagio profondo e persistente nel rapporto con il proprio corpo.
Non è solo “non piacersi”: è un’ossessione che può compromettere:

  • relazioni

  • vita sessuale

  • alimentazione

  • performance lavorativa o sociale

Nelle forme più gravi si parla di BDD (Body Dysmorphic Disorder): una vera e propria patologia che può portare ad ansia, depressione e comportamenti compulsivi (diete estreme, interventi estetici ripetuti, isolamento).

Il ruolo (tossico e sottile) dei social

Lo studio evidenzia come l’uso prolungato e non critico dei social — in particolare Instagram e TikTok — possa favorire:

  • confronti continui con modelli irrealistici

  • percezione distorta del proprio corpo

  • interiorizzazione di standard estetici insostenibili

  • riduzione dell’autostima

Non è solo questione di “quanto tempo ci stai”. Conta come usi quei contenuti.
Chi segue influencer focalizzati sull’estetica, ad esempio, ha livelli di insoddisfazione corporea significativamente più alti.Effetto loop: più scrolli, più ti giudichi

Il rischio è creare un circolo vizioso:

  1. Vedi corpi perfetti → ti senti inadeguato

  2. Cerchi soluzioni rapide (filtri, workout, diete)

  3. Non ottieni gli stessi risultati → frustrazione

  4. Torni ai social per trovare motivazione o confronto

  5. Ti senti di nuovo inadeguato…

 E questo ciclo può alimentare ansia, depressione e disturbi alimentari — anche in chi non ha mai avuto una diagnosi clinica.

Cosa possiamo fare (senza disinstallare tutto)?

  • Seleziona consapevolmente chi segui: preferisci profili che parlano di corpo in modo inclusivo, reale, umano.

  • Riduci l’esposizione passiva: dai priorità ai contenuti che stimolano la riflessione, non solo l’estetica.

  • Fai un check-in emotivo dopo l’uso: come ti senti dopo 10 minuti su Instagram?

  • Raccontati con autenticità: anche nei tuoi contenuti, prova a mostrare qualcosa che va oltre l’apparenza.

  • Chiedi supporto se noti che il rapporto col tuo corpo ti sta limitando o ferendo.

Il corpo è reale. I social non sempre.

Viviamo in un’epoca in cui il confine tra ciò che siamo e ciò che mostriamo si è fatto sottile.
Ma il corpo vero, quello che cammina, respira, abbraccia e ama… non ha bisogno di filtri per valere.

E se senti che l’immagine che hai di te sta diventando una prigione, non devi affrontarlo da solo.

Se i social stanno influenzando il modo in cui ti vedi e ti senti…

…puoi parlarne con uno psicologo, in uno spazio sicuro e privo di giudizio.
Su PSYtoMEET trovi professionisti che conoscono da vicino l’impatto del mondo digitale sulla salute mentale. E che possono aiutarti a ritrovare un rapporto sano con te stesso, il tuo corpo e la tua immagine.

Link alla pubblicazione scientifica:

https://doi.org/10.3390/

Autori

  • PsyToMeet è una piattaforma online per la psicologia e la psicoterapia in videochiamata, pensata per mettere in contatto persone che cercano supporto psicologico con professionisti qualificati. Offre percorsi personalizzati, flessibili e riservati, accessibili ovunque ci si trovi. Ogni terapeuta è selezionato con criteri rigorosi e può crescere all’interno della piattaforma attraverso un sistema di certificazione professionale. PsyToMeet nasce con l’obiettivo di rendere la psicoterapia più accessibile, autorevole e umana, anche a distanza.